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AVS 2030: proteggere i lavoratori e le lavoratrici indipendenti della cultura

La Taskforce Culture, di cui fa parte l’USDAM, sostiene miglioramenti mirati dell’AVS, ma respinge nuovi oneri per i musicisti e le musiciste indipendenti e per gli altri professionisti e professioniste della cultura.

Molti musicisti e molte musiciste lavorano a tempo parziale, svolgono più attività professionali contemporaneamente oppure esercitano un’attività indipendente. Questa realtà aumenta il rischio di lacune nella previdenza per la vecchiaia. La Taskforce sostiene pertanto le misure volte a colmare tali lacune, in particolare l’assoggettamento delle indennità giornaliere per malattia o infortunio ai contributi AVS, nonché l’obbligo di dichiarazione per le piattaforme online.

Nessun aumento dei contributi per gli indipendenti

La Taskforce critica l’aumento previsto dei contributi AVS per le persone che esercitano un’attività indipendente. Molti operatori e molte operatrici culturali dispongono di redditi bassi e irregolari e beneficiano già di una protezione sociale meno favorevole rispetto ai lavoratori dipendenti. Un ulteriore onere non è pertanto giustificato; viene inoltre respinta anche la modifica della scala contributiva degressiva.

Analizzare più approfonditamente la situazione sociale degli indipendenti

La Taskforce si mostra inoltre prudente nei confronti degli incentivi a lavorare oltre l’età di riferimento. Chiede invece dati migliori e analisi più approfondite sulla situazione sociale dei lavoratori e delle lavoratrici indipendenti, nonché dei gruppi professionali particolarmente vulnerabili del settore culturale.